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COMUNICATO STAMPA DEL GiViTI DIFFUSO DALL'ISTITUTO MARIO NEGRI IL 3 MAGGIO.

La desistenza da trattamenti futili non è eutanasia: evitiamo confusioni!

In queste ore si è riacceso il dibattito attorno al delicato tema del fine-vita, in seguito all’iniziativa del partito Radicale di avviare un’iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia e il testamento biologico. In questo contesto si è fatto esplicito riferimento ad uno studio sulle modalità di assistenza di fine-vita in 84 reparti di Terapia Intensiva italiani, condotto dal gruppo GiViTI, coordinato dall’Istituto Mario Negri, nel 2005. Purtroppo, tuttavia, i dati di quella importante ricerca sono stati riportati in maniera distorta e scorretta, travisando completamente la loro portata e il loro significato. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.
In terapia intensiva vengono primariamente ricoverati pazienti che hanno perso una o più funzioni vitali, e che quindi sarebbero destinati a morire nel giro di poche ore o giorni. Su questi pazienti l’obiettivo dell’intensivista è di sostenere le funzioni vitali, soprattutto quelle respiratoria e cardiocircolatoria, per guadagnare tempo mentre si cerca di curare la malattia di base. Questa strategia funziona circa 8 volte su 10, consentendo quindi di salvare l’80% di pazienti che sarebbero altrimenti deceduti. Nel restante 20%, tuttavia, la malattia di base non risulta più curabile e ciò rende la sostituzione delle funzioni vitali progressivamente inefficace o futile, fino a constatarne il sicuro insuccesso. In queste circostanze il processo di morte diviene inarrestabile e i trattamenti intensivi hanno l’unico effetto di prolungare, di giorni o settimane, l’agonia del paziente. Diviene allora doveroso desistere dalle cure massimali e mettere in atto quegli interventi, come il controllo del dolore, ma anche il sostegno psicologico e sociale ai parenti, che sono dovuti ai malati nell’ultima fase della vita (la cosiddetta terapia palliativa). Continuare a trattare un paziente pur sapendo che per lui determinate cure sono futili è contrario alla dignità dell’individuo, come sancito dai principi bioetici di beneficenza e di non-maleficenza. Porre limiti ai trattamenti intensivi, cioè a manovre abitualmente attuate con finalità terapeutica, nei pazienti senza alcuna speranza di sopravvivenza è infatti in linea con i più autorevoli documenti in materia, dalla Convenzione di Oviedo al Codice di Deontologia Medica ai documenti del Comitato Nazionale di Bioetica e delle Società Scientifiche nazionali e internazionali, nonché con il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica e i pronunciamenti delle varie Confessioni cristiane, per fare solo alcuni significativi esempi. La ricerca del GiViTI ha mostrato che nel 62% dei decessi avvenuti in Terapia Intensiva, la morte è stata preceduta da una qualche forma di limitazione terapeutica, dopo che è stata verificata l’inefficacia delle cure.
In questo senso, è frutto di ignoranza, di superficialità o peggio di malafede porre sullo stesso piano l'eutanasia e la desistenza da cure inappropriate per eccesso, come purtroppo si è visto fare in queste ore. Questa campagna di grave disinformazione non solo è lesiva di un comportamento virtuoso da parte di tanti medici intensivisti, ma impedisce lo sviluppo di una corretta discussione su temi tanto delicati e sensibili all’interno della società civile.


Questa comunicazione è stata rilasciata come risposta a due comunicati stampa dall'ANSA e l'AGI, che riportiamo di seguito.

62% MALATI TERMINALI MUORE AIUTATO DA EUTANASIA CLANDESTINA (ANSA) - ROMA, 3 MAG

"Sono 80-90 mila i malati terminali che muoiono ogni anno, soprattutto di cancro: il 62% muore grazie all'aiuto dei medici con 'eutanasia clandestina'. I dati, forniti dall'Istituto Mario Negri, sono stati confermati da Ignazio Marino". E' quanto ha dichiarato Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, durante un incontro alla sede dei Radicali italiani nel quale e' stata presentata una campagna per la raccolta di firme su una proposta di iniziativa popolare per l'eutanasia legale e il testamento biologico che prendera' il via domani. "1000 malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri 1000 tentano il suicidio", ha sottolineato Troilo. "Questa e' una campagna politica con la quale chiediamo che vengano riaffermati dei diritti che finora sono stati sottratti", ha concluso Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni.

SANITA':62% MALATI TERMINALI AIUTATI CON EUTANASIA CLANDESTINA (AGI) - Roma, 3 mag.

Sono 80/90 mila i malati terminali che muoiono, soprattutto di cancro, il 62% muoiono grazie all'aiuto dei medici con eutanasia clandestina. I dati, forniti dall'Istituto Mario Negri, e confermati da Ignazio Marino, sono stati presentati oggi nella sede del Partito Radicale. "1000 malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri 1000 tentano il suicido", ha sottolineato Carlo Troilo consigliere generale associazione Coscioni durante la conferenza stampa per la proposta di legge per l'eutanasia legale.

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